Archeo-Trekking

ARCHEOTREKKING

Archeo-Trekking

L’amore per l’archeologia può talvolta risvegliare il nostro animo sopito di esploratori, far nascere il desiderio di andare alla scoperta di luoghi impervi e proprio per questo particolarmente affascinanti, celati in una natura protettrice e distruttrice al tempo stesso, il cui manto tutto avvolge e nasconde, ma la cui ineluttabile forza trasformatrice nulla risparmia. Se sentite che è arrivato il momento di mettere alla prova il vostro spirito d’avventura e sognate d’immergervi nella bellezza di luoghi incontaminati e senza tempo, ecco alcune proposte che fanno per voi, molte altre se ne potrebbero aggiungere… Zaino in spalla, scarpe da trekking e voglia di superare piccoli ostacoli: le vostre aspettative d’indimenticabili emozioni non saranno certo deluse!

LA NECROPOLI DI NORCHIA
Il percorso si articola lungo i costoni tufacei profondamente solcati dalla convergenza di tre torrenti: il Pile, l’Acqualta e il Biedano. Si visiteranno le monumentali tombe a dado con vano di sottofacciata porticato, le tombe a tempio dorico, di cui esistono rarissimi esempi in Etruria, le rovine della medioevale Orcla con i resti del castello e della chiesa di San Pietro e, guado permettendo, la spettacolare tagliata etrusca detta “cava buia”. Distanza: km 6,50 circa. Difficoltà: guado del torrente Biedano per arrivare alla via cava, in alcune stagioni risulta impossibile.

DALLA NECROPOLI DI BARBARANO ROMANO A BLERA
Incontro alla necropoli etrusca di San Giuliano, magari dopo aver fatto una sosta al caratteristico borgo di Barbarano Romano, per visitare il tumulo Cima, le numerose tombe rupestri tra cui quella notissima del Cervo e il pianoro dell’antico abitato di Marturanum con i resti della chiesa di San Giuliano. Si prosegue lungo il torrente Biedano tra i resti di chiuse e mulini fino ad arrivare al ponte romano detto “del diavolo” e poi al borgo di Blera. Distanza: km 10 circa. Difficoltà: numerosi guadi del torrente Biedano e dei suoi affluenti, non sempre semplici.

LUNI SUL MIGNONE
Questa escursione, dedicata alla visita di un luogo non particolarmente noto, permette in realtà di scoprire uno degli scenari più pittoreschi dell’Etruria meridionale. Il percorso si sviluppa lungo le acque limpide del fiume Mignone e dei suoi affluenti. Numerosissime le emergenze archeologiche: capanne dell’età del bronzo e del ferro, abitazioni ipogee, pestarole, sepolcri di varie epoche, resti di costruzioni medioevali e, infine, piccole e malinconiche stazioni ferroviarie, uniche superstiti di una linea soppressa nel 1962. Distanza: Km 5-10, in base all’itinerario. Difficoltà: non ci sono ostacoli particolari.

DA FARNESE ALLE ROVINE DI CASTRO
Il percorso, prevalentemente su strade sterrate, va dalla chiesa della Madonna delle Grazie di Farnese alle suggestive rovine della città di Castro: capitale dell’omonimo ducato farnesiano, progettata per il papa Paolo III da Antonio da Sangallo il Giovane e completamente distrutta nel 1649 da papa Innocenzo X Pamphili (ingresso a pagamento su prenotazione). Nei pressi emergenze di epoca etrusca tra cui la via cava e la tomba della biga. Distanza: km 9 circa. Difficoltà: guado del torrente Olpeta e sentieri finali molto scoscesi. Note: tagliando la prima parte, possibile abbinamento con i romitori della valle del Fiora.

I ROMITORI DI ISCHIA DI CASTRO
Partendo dal medioevale ponte San Pietro si costeggia il corso del fiume Fiora per poi inoltrarsi lungo scoscese creste tufacee. Qui, nel corso dei secoli, presero vita diversi insediamenti monastici di tipo eremitico. Particolarmente suggestivi i romitori di Ripatonna Cicognina e Poggio Conte. Quest’ultimo, immerso nello scenario fiabesco di un anfiteatro naturale dalla cui sommità sgorga una piccola cascata, conserva ancora parte degli affreschi della cappella (sec. XIII), altri dei quali sono esposti al Museo Civico di Ischia di Castro. Distanza: km 5 circa. Difficoltà: itinerario piuttosto semplice. Note: possibile abbinamento con le rovine di Castro.

DA SOVANA A PITIGLIANO
Dopo aver visitato la necropoli rupestre di Sovana, con la splendida tomba Ildebranda e il “cavone”, e il borgo medioevale di Sovana, con le chiese di Santa Maria e San Pietro, si comincia la passeggiata verso Pitigliano attraverso piccole vie cave. Passata l’antica fonte dell’Olmo ci si immette in una delle più belle tagliate della zona: la via cava di San Giuseppe. Al termine, passeggiata per il centro di Pitigliano con il monumentale Palazzo Orsini e il ghetto ebraico. Distanza: km 8 circa. Difficoltà: itinerario semplice, in parte su strade bianche.

 DALL’INSEDIAMENTO RUPESTRE DI VITOZZA A SORANO
Dalla frazione di San Quirico si raggiunge rapidamente il suggestivo insediamento rupestre di Vitozza. Le numerose grotte, abitate fino al sec. XVIII, sono dominate dai resti di tre fortezze e due chiese medioevali. Proseguendo lungo il fiume Lente si arriva sotto il borgo di Sorano, di qui si può o salire verso l’abitato, o prendere la via cava di San Rocco per arrivare su un pianoro con splendida veduta sulla cittadina e i suoi monumenti: la fortezza Orsini e il Masso Leopoldino. Distanza: km 8 circa. Difficoltà: vegetazione fitta lungo il fiume Lente e salita finale.

LE CASCATE DEI MONTI CERITI
Questo itinerario si sviluppa in una cornice naturalistica davvero spettacolare dove, alla confluenza di tre torrenti, si creano una serie di scenografiche cascate e insenature. La zona è denominata “delle ferriere” per i resti di strutture atte allo sfruttamento del ferro sorte in epoca etrusca e sfruttate anche in periodi successivi. Il percorso può formare un anello o proseguire fino alla Via degli Inferi e poi alla necropoli della Banditaccia di Cerveteri. Distanza: km 5-10, in base all’opzione prescelta. Difficoltà: diversi guadi non critici, tratti di sentieri impervi.

Note: visto che la maggior parte degli itinerari iniziano e terminano in posti diversi, laddove non fosse possibile organizzarsi con macchine o pullman, si potrebbe prevedere un servizio navetta con costi da vagliare. I percorsi descritti sono indicativi, quasi tutti possono essere allungati o accorciati in base alle esigenze dei partecipanti. I periodi migliori per questo genere di escursioni sono marzo/aprile e ottobre/novembre, da evitare ovviamente i mesi troppo caldi, freddi o piovosi.

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